NUOVI DISTURBI ALIMENTARI E APPROCCIO PSICO-NUTRIZIONALE

Dott.ssa Valentina Filippi, psicologa-psicoterapeuta



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NUOVI DISTURBI ALIMENTARI E APPROCCIO PSICO-NUTRIZIONALE

NUOVI DISTURBI ALIMENTARI E APPROCCIO PSICO-NUTRIZIONALE
Dott.ssa Valentina Filippi, psicologa-psicoterapeuta

Se fino a poco tempo fa si parlava solo di anoressia e bulimia, oggi i disturbi del comportamento alimentare sono molti di più.
I nuovi disturbi alimentari, pur essendo multifattoriali nella loro eziopatogenesi, sembrano particolarmente figli dell’individualismo, dell’incapacità di relazionarsi all’altro, della società contemporanea. Si tratta di comportamenti nuovi, quindi non ancora riconoscibili come patologie vere e proprie, né tanto meno inseriti nei principali manuali diagnostici, ma con una diffusione tale da poter parlare di atteggiamenti con elevato rischio di convertirsi in veri e propri disturbi alimentari.

Tra le nuove forme di disturbi dell’alimentazione troviamo:

L’Ortoressia, caratterizzato dalla maniacale ossessione per i cibi sani e “puri” (generalmente vegetali crudi, cereali e cibi macrobiotici e comunque alimenti privi di pesticidi, conservanti ed altre sostanze artificiali), enfatizzato dagli eccessivi allarmismi creati dai mass media intorno al cibo .
Per i soggetti affetti da ortoressia la preoccupazione per il cibo diventa il focus centrale dell’intera esistenza, molte ore al giorno sono dedicate alla ricerca del cibo, allo studio delle sue reali o presunte proprietà nutritive e alla sua preparazione. Tutte le energie sono impegnate nella spasmodica ricerca del cibo giusto, trascurando ogni altro interesse ed impoverendo la propria vita. Intere categorie di alimenti vengono eliminate dalla dieta con una conseguente carenza di elementi nutritivi essenziali ed un’alterazione dello stato psicofisico.
 La ferrea aderenza alla dieta dell’ortoressico è essenziale per il mantenimento dell’autostima, la trasgressione delle regole causa ansia e vergogna e impone l’utilizzo di strategie compensatorie che ristabiliscano l’equilibrio, con un conseguente ulteriore inasprimento delle regole.
La distinzione fondamentale tra l’ortoressia e gli altri disturbi dell’alimentazione consiste proprio nell’attenzione posta non tanto sulla quantità quanto sulla qualità del cibo assunto.
 La percezione distorta della realtà non è relativa alle proprie forme, ma alle proprietà del cibo, alimentata spesso da credenze quasi magiche e completamente infondate.
Gli ortoressici sono compiaciuti e soddisfatti del proprio stile di vita, l’isolamento determinato dalle proprie abitudini alimentari rinforza i rituali ossessivi riguardo il cibo ed alimenta il sentimento di superiorità rispetto a coloro che non mangiano responsabilmente.

La Bigoressia  è caratterizzata da una forte dispercezione corporea opposta a quella che caratterizza l’anoressia nervosa: chi soffre di bigoressia abusa di esercizio fisico, diete iperproteiche e anabolizzanti, per scongiurare la convinzione di apparire piccolo, esile, inadeguato. Chi soffre di questa patologia ha dunque l’idea di essere troppo debole e magro. Si tratta di un fenomeno recente, osservato prevalentemente nella popolazione maschile tra i 15 e i 23 anni, soprattutto tra i frequentatori di palestre e appassionati di body-building. A differenza di chi soffre di anoressia, che si vede grasso pur essendo molto magro, il bigoressico si vede sempre esile e debole anche quando ha raggiunto un fisico molto atletico, con forti conseguenze sul suo umore e sulle scelte comportamentali che vanno dall’assunzione di ormoni androgeni, a farmaci anabolizzanti e sostanze  illecite, con rischio di grave compromissione epatica e renale. La preoccupazione cronica di non essere sufficientemente muscolosi induce i bigoressici ad una marcata dipendenza dall’esercizio fisico con conseguente compromissione nelle aree rilevanti del funzionamento sociale, occupazionale e relazionale.


La Pregoressia è il disturbo alimentare che affligge le donne incinte, quelle cioè che non vogliono aumentare di peso durante la gravidanza e per questo si sottopongono ad allenamenti prolungati e diete ipocaloriche, aumentando il rischio di disturbi dell'umore, anemia e ipertensione per loro stesse, e malformazioni per il feto. Ciò che caratterizza maggiormente la pregoressia e la differenzia dagli altri disturbi dell’alimentazione è il momento di esordio: la gravidanza, momento, per una donna, di crisi, riflessione e profonda trasformazione.
 I sintomi più evidenti della pregoressia sono il parlare della gravidanza in modo distaccato e irrealistico, segnale della difficoltà ad accogliere serenamente la maternità, l’attenzione eccessiva al corpo, l’estrema preoccupazione per il proprio peso in gravidanza, il senso di inadeguatezza fisica. Nelle donne con problemi di anoressia o bulimia, la pregoressia è una conseguenza molto comune, in quanto la gravidanza costituisce di per sé un evento traumatico e incontrollabile. Nelle donne senza pregressa patologia il problema sembra nascere dall’emulazione di modelli femminili irrealistici.

Al fine del superamento di tali problematiche è essenziale l'approccio multidisciplinare, attraverso  consulenze nutrizionali e percorsi psicoterapeutici al fine di lavorare sul complesso  e inscindibile sistema corpo-mente.