TRAINING AUTOGENO

Dott.ssa Valentina Filippi, Psicologa-Psicoterapeuta



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TRAINING AUTOGENO

TRAINING AUTOGENO
Dott.ssa Valentina Filippi, Psicologa-Psicoterapeuta

L’osservazione del corpo umano offre un’idea chiara del concetto di equilibrio. La stazione eretta, pur essendo una posizione di relativo riposo, è garantita  da continue contrazioni muscolari che, contrastando la forza di gravità, la mantengono in essere.
L’equilibrio somatico è una funzione complessa alla quale partecipano numerosi sistemi di ricezione e trasmissione  ( recettori visivi, i recettori vestibolari, i propriocettori..).
Tutti questi messaggi vengono elaborati dalla corteccia cerebrale che realizza così l’esatta percezione del  nostro corpo rispetto allo spazio e risponde inviando ai muscoli le indicazioni per apportare gli eventuali necessari cambiamenti per mantenere, appunto, l’equilibrio, evitando così al corpo di trovarsi in situazioni pericolose.
Anche sul piano psichico avviene qualcosa di simile: gli stimoli esterni, gli avvenimenti della vita, i contesti e le dinamiche relazionali, ma anche i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri desideri, i nostri obiettivi, i nostri sistemi di significato devono essere costantemente vagliati ed elaborati consapevolmente per evitare di trovarsi in una condizione di conflitto intrapsichico, con effetti negativi sull’equilibrio interiore.
Di fronte ai traumi od agli eventi vissuti come tali nel corso dell’esistenza di un individuo, le ricerche di Hans Selye hanno dimostrato che, quando il grado di sollecitazione è eccessivo e lo stato di allarme dura troppo, l’organismo perviene ad uno “stadio di esaurimento” che può portare alla malattia. Secondo Selye ogni persona dispone di una determinata riserva di energia vitale: se essa viene consumata troppo rapidamente, senza un adeguato ripristino, le conseguenze possono portare ad uno squilibrio patologico (Selye, 1957).
Per far fronte a tali problematiche è utile intraprendere un percorso terapeutico, che può essere accompagnato da lavoro di
“ abbassamento generale del biotono dello stato di veglia” utilizzando il Training autogeno (Schultz, 1993), consentendo al proprio organismo di recuperare l’equilibrio originario, rientrando così nella bionomia, cioè nell’ordine della vita.
“Il nostro organismo possiede sistemi, meccanismi e principi regolatori i quali agiscono automaticamente senza il concorso della nostra volontà. … Si tratta quindi di sostenere e rafforzare la naturale tendenza del nostro organismo all’autoregolazione multifunzionale” (Peresson, 1990).

Schultz ha dimostrato che la psicoterapia autogena, cioè una psicoterapia fondata sulla teoria bionomica e che utilizza le tecniche basate sul Training autogeno, è un valido strumento per aiutare i pazienti a ri-trovare il proprio equilibrio e a ri-armonizzare i circoli vitali.
Tuttavia anche per chi non è ammalato, “la salute non è uno stato acquisito una volta per tutte, ma deve essere costantemente riconquistata e salvaguardata. Il Training autogeno offre una buona possibilità a tal fine, e rappresenta un mezzo di prevenzione quasi imbattibile per la protezione dell’equilibrio psicologico” (Lindemann, 2003)  e un valido strumento per migliorare alcune capacità cognitive come l'attenzione e la concentrazione.
L'insegnamento degli esercizi da parte del terapeuta, non è contraddittorio rispetto all'importanza dell'autogenia del training, ma è uno passaggio fondamentale per l'interiorizzazione e l'apprendimento della tecnica.